BAN recensori Amazon. Tutti sbagliano, nessuno è perfetto.

Premessa:

Scrivo il seguente articolo di getto, senza una scaletta per gli argomenti da trattare, verrà aggiornato in caso ho nuove idee e pensieri, per questo motivo non considerate la struttura ed eventuali errori.. perché gli argomenti da trattare sono tantissimi, i pensieri ancor di più e non so neppure come strutturare ciò che voglio scrivere.  Tratterò ogni argomento esponendo un mio punto di vista.
L’intento è quello di ragionare e argomentare assieme a chi leggerà e deciderà di commentare.

Nei panni del venditore:

Sono un produttore sconosciuto\venditore\promoter che deve vendere un prodotto, mi trovo a dover fare degli investimento pubblicitari:
– tramite canali “tradizionali” come giornali, TV;
– tramite canali social tramite banner, sito internet e relative ottimizzazioni SEO;
– tramite passaparola, social network\media, blog, recensori, etc.
Farò i miei dovuti ragionamenti sul possibile target compatibilmente con le possibilità economiche e i possibili ricavi, investirò nei sistemi che ritengo più idonei.
Voglio pubblicità negativa? Faccio realizzare degli spot pubblicitari dove sottolineo che il prodotto è mediocre? Egoisticamente certo che no! Altrimenti il prodotto non venderà e la mia azienda non guadagna.
Per farlo le strade sono sostanzialmente due:
1- Realizzo un prodotto di qualità;
2- Indipendentemente dalla qualità del prodotto forzo un’immagine positiva del prodotto con recensioni fasulle, recensioni positive “estorte” e pubblicità ingannevole.

Nei panni della piattaforma di vendita (Amazon):

Immedesimandomi invece una piattaforma di vendita e semplificando tantissimo, devo:
– guadagnare;
– mantenere gli standard qualitativi per migliorare la fiducia degli acquirenti;
– invogliare i venditori ad utilizzare la piattaforma di vendita;
– invogliare gli utenti ad acquistare sulla piattaforma.

Nei panni dell’acquirente:

Voglio potermi fidare della piattaforma di vendita, acquistare basandomi su recensioni di altri acquirenti. Sono interessato all’acquisto di prodotti senza recensioni e da venditori senza feedback? “Ni”, perché preferisco evitare acquisti senza feedback.

La condizione ideale:

Il produttore realizza prodotti di qualità, utilizza un qualsiasi sistema pubblicitario, in caso di critiche migliora il prodotto, acquirente soddisfatto e la piattaforma guadagna dalla vendita e guadagna la fiducia dell’acquirente.
Utopia.

La condizione reale:

Alcuni produttori\venditori cercano semplicemente di guadagnare con prodotti di qualità più o meno bassa, descrivendoli in modo scorretto, facendo realizzare pubblicità ingannevoli o omettendo informazioni importanti e facendo recensire positivamente da alcuni utenti. L’acquirente è insoddisfatto, la piattaforma deve occuparsi dell’eventuale reso e la fiducia è parzialmente persa.

Il “problema” dei prodotti gratuiti o scontati:

Le recensioni sono uno strumento pubblicitario potentissimo, in tanti casi sono persino meglio di molti altri sistemi pubblicitari, il motivo è presto detto:
Mi fido di più di un appassionato che testa e commenta uno smartphone piuttosto che una pubblicità ingannevole, nel recensore cerco una persona simile a me che ha le mie stesse necessità, così posso andare sul sicuro consapevole di aver trovato il prodotto che fa per me.
I campioni omaggio e i prodotti gratuiti\scontati da recensire non sono il male assoluto, Amazon sbaglia a vietare le recensioni in cambio di pagamenti, scambi o incentivi e il motivo è presto detto: un prodotto sconosciuto senza alcuna recensione o feedback non vende (o vende poco), in questo moto il mercato non apre a prodotti sconosciuti e continueranno a vendere i soliti noti.
I prodotti gratuiti o scontati sono uno strumento normalissimo e largamente utilizzato dappertutto, basti pensare anche solo alle inaugurazioni di locali e negozi dove vengono fatte promozioni o semplici rinfreschi per motivi psicologici (alcuni per usanza).
Ad esempio, se un produttore di vino vuole farsi conoscere, può valutare di inviare una campionatura a ristoratori o organizzerà delle degustazioni, così facendo possono garantirsi un passaparola.

I problemi legati al prodotto gratuito in cambio di una recensione sono molteplici:
– chi riceve un prodotto gratuitamente è portato a valutare più positivamente perché associa inconsciamente un rapporto qualità\prezzo differente, dove il prezzo di mercato si fonde con il prezzo pagato realmente, quindi giudizio sarà compromesso e mancherà di obiettività;
– chi riceve un prodotto gratuitamente è portato a sentirsi in debito con chi gliel’ha offerto;
– i venditori non gestiscono delle associazioni benefiche (neppure quelle solitamente regalano nulla), voglio guadagnare e il voto a 5 stelle è l’unico che accettano, perché gli garantirà la possibilità di vendere un prodotto indipendentemente dalla qualità.

Abbuffini ridicoli:

Il termine “gratis” riempie gli occhi di tutti e fa perdere di obiettività molte persone, è una cosa naturale! Ciò nonostante ci sono persone che riescono a mantenere una forma di autocontrollo del tipo:
– Un venditore mi ha proposto di recensire una cover per un Honor 8, io ho un Samsung Note 4 QUINDI non accetto la proposta perché non sarò in grado di recensirla ed è materiale sprecato.
– Un venditore offre un kit di pannolini, io non ho figli, non conosco nessuno che ha figli QUINDI non accetto i pannolini.

Ebbene, una larga porzione di persone questo tipo di ragionamenti non li fa, rilascia recensioni senza aver alcun tipo di capacità per giudicare correttamente il prodotto e riempie compulsivamente la casa di oggetti inutili che finiranno inesorabilmente nella spazzatura.
Queste persone sono inutili per tutta la catena, portano via materiale a chi potenzialmente poteva trarne beneficio e che con molta probabilità poteva giudicare correttamente e rilasciare recensioni più oneste.
Un po’ come quando si vedono dei soggetti riempire i piatti ai buffet con cibo che non mangeranno. Danneggiano il venditore, danneggiano gli altri recensori, danneggiano la piattaforma di vendita, danneggiano i possibili acquirenti: DANNEGGIANO TUTTI.
La loro è una malattia mentale e andrebbe trattata come tale, perché non si rendono conto che in realtà il loro atteggiamento danneggerà anche loro perché ci sono sempre delle conseguenze.

Recensioni ridicole e poco utili:

Alcune persone battono tutti i record di demenzialità scrivendo recensioni tipo:
Oggetto arrivato in ritardo, il corriere non ha suonato il campanello e mi ha lasciato l’avviso, lascio quindi 2 stelle” – questo è il genere di acquirente che non è in gradi di distinguere la differenza tra i vari soggetti, probabilmente non distinguono la mano dal braccio.
visto che l’ho comprato per mieie figli come regalo di Natale l’articolo arrivato rotto non posso dire altro peccato non mi aspetto da amazon una cosa simile” – evidentemente questo soggetto non è umano, è un dio perfetto che non commette errori e di conseguenza non concepisce il concetto di sostituzione, RMA, rimborso e altro. Sarei curioso di conoscere l’essere perfetto.
Mi fermo perché si potrebbe scrivere un libro sulle recensioni ignoranti, a tutti questi personaggi Oscar Wilde ha regalato un aforisma:

“A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio”

Ora non dico che le recensioni debbano essere perfette, però ci sono limiti a tutto, Amazon dovrebbe bannare anche chi si permette di riversare la propria frustrazione e la propria ignoranza su uno strumento utile ai propri acquirenti.

Recensioni lista della spesa, copia e incolla:

Sicuramente sarete già capitati su questo genere di recesioni:
📦SPEDIZIONE E IMBALLAGGIO
La Spedizione è arrivata nei tempi previsti.
L’articolo mi è stato recapitato nella scatola di cartone di Amazon con al suo interno una busta in plastica trasparente.
📌CONTENUTO
– XX pezzi
📌COME FUNZIONA

🌟 QUALITÀ

In effetti chi compra da Amazon deve aspettarsi un cartone dell’Essselunga…. -.-‘
Ora faccio arrabbiare qualcuno:
Lo sapete che una recensione simile spicca immediatamente agli occhi di chi deve farsi un’idea sull’acquisto che intende fare? Lo sapete che probabilmente solo uno dei personaggi descritti sopra potrebbe non capire che la vostra è una recensione copia>incolla? Sembra una recensione generata da una squallida catena di produzione, con le dannate emoji e i paragrafi pronti nel wordpad e via di copia > incolla.
Inoltre, lo avete capito che lo spazio per giudicare spedizione e imballaggio è altrove? Lo capite che se da descrizione dell’oggetto viene riportato “60 pezzi” riceverò per forza di cose 60 pezzi ed è INUTILE che generate la sezione del contenuto se questa è ben riportata già nella descrizione del prodotto? Continuate cari CTRL+C, CTRL+V, semplificate solo il lavoro ad Amazon in fase di ban, CTRL+C, CTRL+V, CTRL+C, CTRL+V…

La piattaforma di vendita sbaglia:

Amazon ha tutti i diritti di fare ciò che è più congeniale per l’azienda, ciò nonostante spesso agisce in maniera estremamente discutibile.
Sbaglia, sbaglia e sbaglia a considerare le recensioni in cambio di oggetti gratuiti “non obiettive”, la sua “lotta” inoltre i suoi “giri di vite” non portano a nulla, né ad Amazon stessa, né agli acquirenti, né ai recensori corretti:
Dimostra solamente di non avere il controllo e di avere due facce.
Faccia 1):
– Crea una classifica recensori, incentivando la competizione, la volontà di mettersi in luce.
– Crea persino un gruppo di selezionati “VINE”, dove solo i migliori potranno farne parte, a quanto pare selezionando solo tra i recensori più alti in classifica.
– Forza la recensione di ogni singolo oggetto acquistato, invitando con una mail a recensire e lasciare feedback ai venditori.
– Permette ai venditori (e non solo) di consultare liberamente la classifica, di leggere i nomi e reperire informazioni sui recensori.
– Permette ai recensori di creare un profilo ad arte, mostrare informazioni di contatto, blog, siti, social.
Faccia 2):
– Banna indiscriminatamente recensori abbuffini di dubbia qualità che portano danni al sistema e recensori che dedicano del tempo nel sistema, che cercano di essere corretti ad ogni singola recensione.
– Manca completamente di trasparenza, banna senza avvertire.

Un utente che si avvicina al mondo delle recensioni Amazon, scopre la classifica, scopre Vine, scopre la possibilità di giudicare prodotti, scopre di essere utile ad altri utenti e essere giudicato negativamente o positivamente da questi.
Ogni individuo ha il proprio punto di vista: per me era gratificazione, era competizione, era un’opportunità di provare ciò che normalmente non avrei mai avuto modo di provare, era la possibilità di migliorare… chissà il futuro a cosa porterà!
Togliendo da questo ragionamento gli abbuffini citati più volte, togliendo chi realizza recensioni inutili e chi in modo non obbiettivo lascia 5 stelle a qualsiasi prodotto gratuito, gli altri come possono ottenere oggetti da recensire? Tanti risponderanno: recensiscono solo ciò che acquistano.
Se un venditore corretto vede l’impegno di un recensore e decide che quello può essere un giusto “ambasciatore”, lo contatta per far realizzare una recensione in italiano che male c’è?
Perché permettere di consultare la classifica?
Perché permette di includere informazioni di contatto?
Perché creare una classifica e soprattutto perché mettere in risalto l’albero della vita?

Volete sapere perché tutto questo non-sense è un danno per tutti?
– A parte pochi impavidi, nessun recensore sano di mente impegnerà il proprio tempo per realizzare recensioni di qualità se queste sono a rischio cancellazione causa ban, tutti saranno portati a realizzare recensioni più semplici, senza analisi e senza soffermarsi troppo sui prodotti, due foto e un commento.
– Il fatto che non si possono accettare oggetti gratuiti, porta in classifica solo chi può permettersi di spendere soldi per comprare prodotti da recensire e tra i recensori non c’è spazio per chi può essere un validissimo e utile recensore ma non ha le possibilità economiche.
– Niente campionature e niente oggetti gratuiti significa che alcuni produttori e venditori non riusciranno a mettere in risalto il proprio prodotto e non poter portare alla luce oggetti validi di marche alternative, riempiendo le tasche solo a chi può permettersi una campagna pubblicitaria alternativa.
– Perché “fatta la legge, trovato l’inganno”: tanti aspiranti recensori e procacciatori di 5 stelle hanno trovato metodi per eludere la limitazione, si trovano dove Amazon non può controllare (Facebook, Whatsapp, Messenger, WeChat) e utilizzano Paypal per i rimborsi post-recensione. Non solo Amazon perde la possibilità di far utilizzare il sistema dei codici di sconto integrato nella piattaforma (e così facendo non è in grado di controllare chi riceve oggetti in cambio di recensioni), porta i recensori (che son pur sempre acquirenti) ad esporsi con cifre più o meno alte, richiedere rimborsi tramite una piattaforma come Paypal, a rischiare di non essere risarciti e al 99% restituiranno gli articoli ad Amazon a spese di quest’ultima!
“L’azienda più attenta al cliente del mondo” :->
– I produttori e i “procacciatori” sono costantemente alla ricerca del metodo sicuro per ottenere recensioni a 5 stelle ed ora assoldano centinaia di persone differenti e fanno recensire positivamente i propri prodotti, così facendo risolvono il problema alla radice e tutto questo a discapito degli acquirenti.

Possibile soluzione logica?

Sicuramente Amazon avrà dei motivi per cui porta avanti una tale politica di gestione delle recensioni, non sono nessuno per giudicare in quanto sono argomenti complessi e io sono solo un povero demente che perde tempo a scrivere ciò che pensa, ma in pochi minuti ho pensato a questa modalità:

Rimuovere la voce “Acquisto verificato”, non serve a NULLA. Al posto di tale elemento una voce che riporta il fatto che l’acquirente ha ricevuto l’oggetto gratuitamente e\o con una percentuale di sconto (come succede con i Vine). Così da permettere ad un potenziale acquirente di sapere che chi ha recensito il prodotto ha ottenuto il prodotto in cambio della recensione.
Un sistema di valutazione delle recensioni non solo basato sui voti “utile” o “non utile”, basato sui ritorni e sulle medie delle recensioni di chi l’oggetto l’ha pagato il 100%.
Per sintetizzare: se io valuto a 5 stelle un prodotto che poi genera un elevato numero di restituzioni e tra le valutazioni degli utenti che hanno pagato l’articolo per intero c’è un alto numero di 1 e 2 stelle, la mia recensione perde punti, alla pari del “non mi è stato utile” e al contrario se il prodotto recensito a 4-5 stelle dal recensore, ottiene poi ad altri utenti paganti punteggi alti, la sua recensione guadagna in credibilità e punteggio per il recensore.
Questo è un sistema che punisce in autonomia recensori scorretti e forza i recensori desiderosi di scalare la classifica a realizzare recensioni oggettive e veritiere.
Pochissimi recensori saranno disposti a realizzare recensioni e perdere punti, contemporaneamente nello store verranno premiati e messi in risalto prodotti di qualità (al contrario di adesso dove Amazon Choice suggerisce prodotti che hanno raggiunto il trend grazie a sistemi scorretti).
Aggiungere un sotto-menù al “mi è stato utile” e al “non mi è stato utile”, così da motivare ed eventualmente argomentare il motivo per cui si sta votando una recensione, questi voti vanno gestiti allo stesso modo delle recensioni stesse: ad esempio se segnalo “non mi è stato utile” ad una recensione giudicata positivamente da tante persone e il prodotto ha successo, significa che il mio punto di vista non è obbiettivo e potenzialmente potrei essere in cattiva fede, ciò porta ad una riduzione (minima) del mio punteggio complessivo.
Questa modalità può chiudere il problema dei voti negativi, ridurre drasticamente lo scambio di voti fasullo e migliora la qualità delle recensioni reali, allontanando le persone scorrette dal sistema.

 

Per il momento chiudo.

Se c’è un minimo interesse verso questo argomento lasciate un commento (anche critico) ed io aggiornerò l’articolo, non perdete tempo con gli insulti: i commenti vengono filtrati.

4 commenti su “BAN recensori Amazon. Tutti sbagliano, nessuno è perfetto.”

  1. Anni e anni che pubblico recensioni con sudore, fatica e serietà. Da mesi sono n. 6 in Italia. Oggi senza motivo mi hanno bannato. Senza alcun preavviso, senza che abbia violato le norme.
    Anni di fatica in recensioni cancellati in un momento.
    Azienda ridicola.

    1. Salve! Indubbiamente tutti sbagliano, io ho sbagliato (tanto che non ho mai chiesto maggiori informazioni ad Amazon), ma mi creda se le dico che Amazon in tutto questo sta sbagliando più degli utenti bannati. Ci sono casi di utenti di utenti bannati senza che abbiano mai infranto il regolamento, persino utenti Vine, che recensivano solo ciò che Amazon chiedeva di recensire.
      Praticamente i BAN Amazon sono opera di qualche forma di demenza artificiale o qualche essere che preme random su pulsanti.

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